Nella nostra casa di riposo i pazienti dimessi dagli ospedali

Parla il direttore di "Villa Puricelli" di Bodio Lomnago. Ospita 180 persone e ad oggi non si registrano casi di coronavirus. Ma il rischio "arriva dall'esterno"Villa PuricelliVaresenews - 15 aprile 2o2o

180 ospiti, 140 dipendenti e, almeno ad oggi, nessun caso accertato di coronavirus. Ma Maurizio Di Muro, il direttore della casa di riposo “Villa Puricelli” di Bodio Lomnago, è tutt’altro che sereno.

«La situazione nella nostra Rsa è per ora sotto controllo ma viviamo con una certa angoscia il fatto di dover accogliere i pazienti dimessi dagli ospedali come da disposizioni della Regione Lombardia: escono senza essere sottoposti a tampone e noi non sappiamo se sono infetti. Non abbiamo nessuna intenzione di sottrarci alle nostre responsabilità e diamo volentieri una mano al servizio sanitario, ma chiediamo di essere tutelati».

Al momento Villa Puricelli ha ricevuto due pazienti anziani provenienti dai nosocomi: sono stati messi in isolamento in camere distanziate dagli altri ospiti, ma non è detto che sia sufficiente.

«Non sappiamo si sia trattato di fortuna oppure se tutte le precauzioni che abbiamo adottato sino ad oggi siano servite a preservarci dal contagio – spiega ancora Di Muro – I nostri operatori sanitari hanno le mascherine sin dal 10 marzo. Le prime le abbiamo prodotte noi poi sono arrivate le dotazioni esterne. La prima fornitura è stata bloccata in dogana e mandata a Roma, poi ho chiesto l’intervento del prefetto e ci sono state inviate. Oltre alle dotazioni di protezione abbiamo provveduto a creare un “percorso protetto”  attraverso il quale i dipendenti della Rsa devono passare per entrare nella struttura. La sanificazione viene eseguita periodicamente e i materiali utilizzati vengono isolati e disinfettati».

La società gestisce la Rsa “Casa Albergo Villa Puricelli” e il servizio di assistenza domiciliare integrata: tutte le attività sono accreditate e a contratto con il servizio socio sanitario regionale. «Quando serve siamo un centro privato – conclude con un po’ di amarezza Di Muro – e quindi, come in questo caso, ci dicono che ai tamponi dobbiamo provvedere noi; quando invece si tratta di chiedere supporto ed ospitare i pazienti degli ospedali allora si ricordano che siamo convenzionati. Non può funzionare così. Noi chiediamo garanzie che oggi come oggi nessuno è in grado di darci».

https://www.varesenews.it/2020/04/nella-nostra-casa-riposo-pazienti-dimessi-dagli-ospedali/919798/

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